Canzoncina di Edipo

CANZONCINA DI EDIPO
(Divino paradosso: un enigna per la Sfinge...)
"... LA GIOIA NEL VUOTO MI PRENDE
L'ESTASI COME IL FUOCO RISPLENDE
SOLE DI NOTTE IN TEMPESTA ...
OH VUOTO! RIPRENDITI LA MIA TESTA..."

Come acqua nell'acqua, così il nuovo Edipo è tutt'uno con l'Enigma. E' l'Enigma stesso. Pone alla Sfinge un quesito che la lascerà come un corpo morto in un fosso e dopo averlo cantato riderà senza tremare, perchè non è un Saggio ma un santo, forse...
Come un obelisco puntato verso il BASSO — la sua lancia ha due punte — verso il RISCHIO, IL FUOCO, IL MIRACOLO, LO SCANDALO, questa nuova ESTASI supera l'ESTETICA nell' ETICA, è trasparente nell'identità profonda di forma e mito:
di fronte a concetti come avanguardia/salvaguardia: ritorno all'ordine oppone il suo essere classico in cui la trasparenza è una CONDIZIONE non una scelta, condizione in cui la forma non si differenzia dal contenuto metafisico (IPERFISICO).
L'ACCESSO E' L'ECCESSO, RITORNO AL DISORDINE:
gli "artisti", si sa, sono quello che sono:
con una mano si coprono gli occhi per non vedere l'orrore, con l'altra lo DIPINGONO, lo ABBELLISCONO, al sicuro,
rassicurati e rassicuranti, protetti dalla "penombra poetica"
E FINALMENTE CI SI 1MPICCHERA', LA POESIA, CON I SUOI SETTE METRI DI INTESTINO ...

Paolo Missigoi

Ultima modifica il Venerdì, 25 Aprile 2014 20:44
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