Come divenire la super potenza culturale che si è


Il nazionalismo italico fascista ci ha portato ad una guerra, persa.
Lo Sfascismo anglobano di questo secondo Dopoguerra ci porta alla perdita completa della stessa identità italiana.

Dal 2001, con il governo Berlusconi e la Moratti all’istruzione, il fenomeno corruttivo diviene anche linguistico, con un’accelerazione senza precedenti della perdita di sovranità linguistica del e nel Paese con, per converso, l’occupazione angloamericana delle menti italiane (colonialismo eradicale). Il processo di sovversione sfascista, mai interrotto nonostante i cambi di governo, ha l’obiettivo d’eradicare la memoria collettiva del Paese, rendendolo prono e pronto all’occupazione straniera: l’inglese imposto ai bimbi fin dai 3 anni e il Politecnico di Milano, che vieta qualsiasi insegnamento in italiano, rende evidente che ci troviamo di fronte al genocidio linguistico-culturale dell’umanità di lingua italiana.

Dopo "Arte e critica dalla crisi del concettualismo alla fondazione culturale europea" Giorgio Kadmo Pagano in Seconda Resistenza e i Partigiani dell'Italiano, individua nella Seconda Resistenza la lotta nonviolenta per la seconda e definitiva liberazione italiana, quella dai liberatori (USA e UK in testa) che ne hanno condizionato e ne condizionano la vita del Paese (Cfr. La guerra fredda culturale. La CIA e il mondo delle lettere e delle arti della Frances Stonor Saunders, Colonia Italia di Giovanni Fasanella, Americanizzazione e inglesizzazione come processi di conquista mondiale di Robert Phillipson) tracciando altresì un modello diverso e liberatorio di sviluppo con, al centro, la riappropriazione e la crescita esponenziale dell’identità eccellente e plurimillennaria del Paese.

Dopo quella cinese di 200 milioni di individui, la diaspora italiana nel mondo è la più numerosa, 80 milioni di persone che, unite ai 60 milioni di residenti in Italia, porta il potenziale linguistico-culturale del Paese ad oltre 140 milioni di persone; ad esso va aggiunto il potenziale cattolico, che ha la sua “Mecca” a Roma, giunto ad oltre un miliardo e 229 milioni di fedeli, con un Papa Francesco eccezionale promotore della lingua italiana nella Chiesa e nel mondo.
Oltre 1.369 milioni di persone interessati a dialogare, crescere, fare anche affari, in italiano.

Pagano fa della politica linguistica il centro propulsore, economico e socio-culturale del Paese, ridisegnandone la politica, sia interna che estera:
- accorpamento di esteri, politiche comunitarie, istruzione, beni culturali, turismo e sport in un unico Ministero dell’Italofonia nel mondo;
- richiesta di compensazioni amministrative ed economicamente milionarie all’Unione europea per gli effetti della discriminazione linguistica perpetrata a danno dell’Italia per decenni;
- richiesta dell’allargamento della democrazia linguistica in Europa con l’italiano quarta lingua di lavoro nelle istituzioni comunitarie;
- l’adozione di una lingua federale europea che difenda la biodiversità culturale continentale e del pianeta dall’aggressione linguistica inglese secondo i piani prospettati già ad Harvard nel 1943 da Churchill/Roosevelt.

Il programma politico-culturale di Pagano è qui raccontato attraverso le ideazioni e le attività degli ultimi anni: dal concorso Lingua è Potere a quello di Italianiadi, dal Made in Italy al Fatto in Italia di www.marchiofattoinitalia.it all’Italianometro per la certificazione dei siti 100% italiano, dalla mostra Etnicidiadi al convegno Internazionalizzazione della e nella lingua italiana con i contributi dei suoi partecipanti, nonché le interviste a Massimo CACCIARI, Guido CERONETTI, Dario FO, Vittorio FELTRI, Federico GUIGLIA, Dacia MARAINI, Martina MAZZOTTA, Carlo OTTAVIANO, Robert PHILLIPSON, Vittorio SGARBI, Töve SKUTNABB-KANGAS, tanto per citarne alcuni.

(C) Giorgio Kadmo Pagano